Il teleriscaldamento nel nostro Quartiere

La realizzazione del nostro Quartiere è avvenuta a partire dal 2002 in base al PRU Palizzi che prevedeva la riqualificazione urbana dell’area “Ex Raffineria”, compresa tra la Stazione di Certosa e quella di Bovisa (ad oggi ancora non collegate fra loro da una Metrotranvia, così come originariamente previsto dallo stesso PRU).

Fin dagli anni in cui il nostro Quartiere era ancora un progetto sulla carta, erano state magnificate alcune sue caratteristiche peculiari, tra cui l’impianto di teleriscaldamento con contabilizzazione individuale dei consumi che avrebbe dovuto consentire notevoli risparmi in bolletta ed offrire un sostanzioso contributo al miglioramento della qualità dell’aria.

Oggi, dopo dieci anni, siamo ancora in attesa della costruzione dell’ultra-tecnologica centrale di teleriscaldamento, originariamente prevista nell’area dell’ex gasometro della Bovisa.

Quella da sempre presente nel Quartiere (a cui sono allacciati tutti i 14 Condomini che lo compongono) è una centrale provvisoria, posizionata sotto le nostre finestre, costituita da due enormi caldaie funzionanti a metano, rumorose, inquinanti, di notevole impatto ambientale ed esteticamente “orribili” (si tratta di una struttura di lamiera circondata da un’alta rete di protezione antintrusione).

In merito al risparmio di spesa in realtà sono stati addebitati nel corso degli anni ai residenti costi energetici mediamente molto superiori rispetto a quelli prevedibili con sistemi di riscaldamento funzionanti con tecnologie tradizionali.

Qualche anno fa, a seguito di alcuni incontri con A2A che fornisce il servizio di teleriscaldamento, tale Società ha concesso limitati sconti tariffari, a fronte dei disagi sopra elencati, con la promessa che, entro il 2010, sarebbe stata rimossa la centrale provvisoria (inizialmente prevista in funzione per due o tre anni al massimo) e contestualmente costruita la nuova centrale di teleriscaldamento in Bovisa, alla quale l’intero Quartiere avrebbe dovuto essere allacciato.

In conclusione, a distanza di dieci anni la situazione è la seguente:

  1. la centrale termica provvisoria rimane ancora a pochi metri dalle nostre finestre (i camini scaricano a circa quindici metri d’altezza);
  2. non si vede traccia dei lavori di costruzione della nuova centrale;
  3. il costo dell’energia fornita si è, per il momento, stabilizzato seguendo l’andamento del costo di petrolio e gas naturale, sopra i 90 €/MWh (IVA esclusa);
  4. l’aliquota IVA potrebbe essere del 10% (anziché del 21%) se, come originariamente promesso, la centrale fosse alimentata da fonti di energia rinnovabili;
  5. le attuali tecnologie (caldaie a condensazione) potrebbero consentire a una “normale” centrale termica sostitutiva, alimentata a metano, di ridurre sensibilmente il costo dell’energia e diminuire l’impatto ambientale.

A2A nel corso di confronti con la nostra Associazione, a suo tempo ha comunicato che il progetto di costruzione della nuova centrale di teleriscaldamento in Bovisa era stato definitivamente abbandonato per gli elevati costi di bonifica dell’area su cui tale insediamento era stato originariamente previsto e che la Società stava valutando l’ipotesi di allacciare l’impianto di teleriscaldamento del nostro Quartiere all’inceneritore di Figino.

Nonostante le pressanti richieste che negli ultimi mesi l’Associazione ha avanzato per avere rassicurazioni in merito all’avvio dei relativi lavori di collegamento, da A2A non è pervenuta ancora alcuna risposta.

Siamo condannati in eterno a subire la presenza di una centrale provvisoria con tutti i limiti in precedenza evidenziati?

Associazione Parco Certosa – ottobre 2012

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