Note dolenti per il Parco Franco Verga

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Il Parco Franco Verga (elemento nodale del Progetto di Riqualificazione Urbana Palizzi, approvato dal Comune di Milano nel 1997 e modificato da successivi aggiornamenti della convenzione urbanistica) appare oggi piuttosto bisognoso di cure e attenzioni. La recinzione non risulta ancora completata a causa della presenza di alcuni cantieri (l’asilo è ancora da costruire dopo oltre vent’anni). Due chioschi non sono mai stati utilizzati e uno di questi (vedi foto), recentemente ristrutturato (per la terza volta) e in attesa di esser assegnato tramite bando, risulta nuovamente vandalizzato: divelte le barriere per proteggere la scala di accesso al terrazzo (ritornato a essere teatro di “affettuosi” incontri serali e notturni sotto gli occhi degli abitanti delle case di via Don Beniamino Della Torre), asportate alcune grate in acciaio zincato, la nuova porta presenta già evidenti segni di tentativi di intrusione. Le reticelle dei canestri del campo di basket penzolano desolatamente e inutilmente da tempo. Una delle porte del campo di calcetto è da tempo pericolosamente “tenuta insieme”. Il campetto è pieno di buche estremamente pericolose. Le fontane sono in attesa di essere riparate e rimesse in funzione. L’impianto di irrigazione non funziona regolarmente: il prato tende a ingiallire in più punti e molti alberi rischiano di seccarsi. L’impianto di illuminazione, dopo il temporale del 3 luglio scorso, è quasi totalmente fuori uso. Il servizio di apertura e di chiusura dei cancelli non funziona sempre in modo regolare. Estate al parco: una desolazione!

1 Commento

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Una risposta a “Note dolenti per il Parco Franco Verga

  1. Giovanni

    Per difendere il parco occorre dotarlo di un sistema di videosorveglianza come quello installato al’interno del Parco del Portello. Accessi monitorati e telecamere sparse (in particolare vicino alle aree attrezzate) sono il miglior deterrente contro la stupidità di chi pensa che la terra di nessuno cominci dove finisce il proprio zerbino di casa… Possiamo attendere fiduciosi che costoro prendano coscienza del fatto che quellla non è la terra di nessuno ma il Bene Comune. Nel frattempo non guasterebbe se qualcuno di loro, di tanto in tanto, una volta individuato, la pagasse per tutti (a scanso di equivoci, n senso pecuniario). Sono certo che molti rinsavirebbero. Un caro saluto…

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