Lo sport come scuola di vita

La giornata è stata certamente bella, ma ciò che
mi ha colpito sono stati i ragazzi sudamericani che
si sono uniti all’ultimo momento a giocare nel
torneo di calcetto. Mi è piaciuto come da una
situazione che poteva generare imbarazzi (l’aver
prenotato il campo, ma averlo trovato occupato)
sia nata un’opportunità veramente simbolica di
questi tempi… Era bello perché non c’era bisogno
di sottolineare mentre si giocava, il fatto che
almeno 2 etnie condividevano un bel momento di
gioia e distensione: era proprio una situazione
genuina, di quelle che lo sport aiuta a creare.
Anche se non era previsto, trovo che sia stato uno
degli aspetti più importanti e nobili della nostra
festa di quartiere! Quello che è successo in quel
campo di calcetto è stato qualcosa per cui son
valsi davvero tutti i vostri sforzi!” Alberto

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