Teleriscaldamento e libero mercato

Il 21 dicembre 2011 l’Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato ha deciso di procedere
a un’indagine conoscitiva riguardante il settore del
teleriscaldamento. Per arrivare a tale decisione il
Garante, in via preliminare, ha preso attentamente
in considerazione i seguenti elementi:
1. Il teleriscaldamento è un sistema per la
produzione di acqua calda per usi igienico-sanitari
e per il riscaldamento a distanza degli edifici
residenziali, terziari e commerciali. Tale sistema si
caratterizza per un uso efficiente dell’energia, in
particolare nel caso sia basato su un impianto di
cogenerazione, cioè di generazione congiunta di
elettricità e calore. In un sistema di
teleriscaldamento il calore (acqua calda, acqua
surriscaldata, vapore) viene prodotto da una
centrale termica, da un impianto di cogenerazione
(entrambi alimentati da vari possibili combustibili) o
da una sorgente geotermica e poi distribuito agli
edifici tramite una rete di tubazioni. La necessità di
assicurare che i fluidi prodotti arrivino all’utente
con la temperatura desiderata limita l’estensione
geografica della rete di teleriscaldamento collegata
ad un dato impianto di produzione. L’esistenza di
un significativo investimento infrastrutturale può
rendere la rete di teleriscaldamento che serve una
certa area un monopolio naturale.
2. In virtù dei vantaggi offerti in termini di risparmio
energetico, l’installazione di reti di
teleriscaldamento gode di alcune agevolazioni,
come i contributi in conto capitale e in conto
esercizio per gli impianti. Nel caso di reti collegate
ad impianti di cogenerazione ad alto rendimento, si
aggiungono altri incentivi specifici, quali
l’esenzione dall’acquisto di certificati verdi,
l’esenzione dall’accisa e la riduzione dell’IVA sul
gas bruciato nell’impianto, la possibilità di ottenere
i Titoli di Efficienza Energetica e, in alcuni casi, i
Certificati Verdi. L’elettricità prodotta gode della
priorità di dispacciamento e quella proveniente da
impianti di piccole dimensioni può essere ceduta al
GSE attraverso il servizio di Scambio sul Posto.
3. Nel tempo l’Autorità ha ricevuto numerose
segnalazioni relative al settore del
teleriscaldamento, riguardanti sia il livello delle
tariffe, sia i vincoli relativi alla scelta di connettersi
o meno alla rete di teleriscaldamento, sia alle
modalità di affidamento della gestione del servizio.
4. Le tariffe del servizio di teleriscaldamento sono
proporzionate all’energia termica prelevata e sono
generalmente determinate in modo che il costo del
servizio fornito dal teleriscaldamento risulti
equivalente al costo che si dovrebbe sostenere per
avere lo stesso servizio attraverso il gas naturale;
l’uso di caldaie a gas per il riscaldamento e la
produzione di acqua igienico-sanitaria è infatti
percepito come il miglior sostituto del
teleriscaldamento. Per ottenere tale equivalenza,
si considerano non solo i costi del gas (determinati
spesso sulla base del prezzo del gas naturale
definito dall’Autorità dell’Energia Elettrica e del
Gas ai fini della determinazione della tariffa di
riferimento per clienti domestici) ma anche i costi
evitati dagli utenti di una rete di teleriscaldamento
(oneri per sostituzione periodica della caldaia,
manutenzione e conduzione, controlli obbligatori,
ecc.).
5. Le possibilità di scelta tra il servizio di
teleriscaldamento e modalità alternative di
produzione del calore e dell’acqua calda
dipendono dalla disponibilità o meno, nelle
vicinanze dell’utente, di una rete di
teleriscaldamento. Spesso tali reti vengono
costruite contestualmente alla realizzazione di
nuovi complessi residenziali o commerciali.
Talvolta, i comuni impongono l’allacciamento alla
rete di teleriscaldamento di tutti gli edifici costruiti
in un’area circostante l’impianto di produzione dei
fluidi. Una volta effettuato l’allacciamento alla rete
febbraio 2012 – n. 35
di teleriscaldamento, i costi di disconnessione e di
passaggio ad un differente sistema di produzione
di calore appaiono tali da rendere la scelta iniziale
economicamente pressoché irreversibile.
6. Il quadro normativo relativo al servizio di
teleriscaldamento appare piuttosto carente. Il
legislatore ha fornito solo una definizione “indiretta”
del teleriscaldamento in un decreto ministeriale del
2005 che si occupa della produzione combinata di
energia elettrica e calore. Inoltre, l’attività di
teleriscaldamento non è soggetta a
regolamentazione delle condizioni di fornitura da
parte dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas.
La qualificazione del servizio di teleriscaldamento
quale servizio pubblico locale è assai dibattuta. In
ogni caso, non esistono riserve di legge a favore di
determinati soggetti per l’installazione e la gestione
di sistemi di teleriscaldamento.
7. La situazione delineata potrebbe presentare
significative criticità dal punto di vista
concorrenziale, che attengono ad esempio al
livello delle tariffe per il servizio di
teleriscaldamento e alle possibili restrizioni alla
interfuel competition, con particolare riferimento a
quelle derivanti dagli obblighi di connessione alla
rete di teleriscaldamento e agli ostacoli alla
disconnessione da tale rete posti da alcuni
Comuni. Al fine di valutare tali criticità, appare
opportuno procedere ad una analisi del settore del
teleriscaldamento, nel corso della quale verranno
esaminate: le caratteristiche tecniche ed
economiche delle reti di teleriscaldamento; la
diffusione delle differenti tipologie di sistemi di
teleriscaldamento; la qualificabilità del
teleriscaldamento come servizio pubblico locale e
le problematiche connesse relative alle procedure
di scelta dei gestori dei servizi di
teleriscaldamento; le norme adottate dagli enti
locali e i vincoli imposti alla
connessione/disconnessione dalle reti di
teleriscaldamento; le formule tariffarie adottate; le
possibilità di scelta tra modalità alternative di
produzione del calore da parte degli utenti e,
quindi, le possibilità di interfuel competition; il
livello delle tariffe applicate in relazione ai costi
sostenuti per la produzione del servizio; le
incentivazioni previste dalla normativa attuale; il
ruolo del teleriscaldamento nello sviluppo di
sistemi di distribuzione chiusi basati sulla
cogenerazione; le aree in cui sarebbe appropriato
un intervento normativo e regolamentare.

Lascia un commento

Archiviato in Dalla Newsletter

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.