Una panchina rossa anche in via Perini

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Nel pomeriggio di domenica 24 novembre è stata posizionata in via Carlo Perini (tra i civici 20 e 22, di fronte all’ingresso del Parco), alla presenza di Diana De Marchi, Presidente della Commissione pari opportunità del Comune di Milano, e di Fabio Galesi, Assessore del Municipio 8, una panchina rossa in memoria di tutte le vittime di femminicidio. Con questo gesto l’Associazione Parco Certosa ha voluto ricordare il tema della lotta alla violenza di genere, in occasione della Giornata mondiale della violenza sulle donne.

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A seguire, con il supporto di Serenella Calderara, si è sviluppato un interessante momento di confronto sul tema della violenza di genere presso l’auditorium della Parrocchia Pentecoste. Sono intervenuti diversi ospiti: Suor Claudia Biondi, per Caritas Ambrosiana, ha illustrato, dati alla mano, quella che è la condizione in cui si trovano a vivere molte donne in Italia. Tra le altre cose: fino ad oggi in Italia nel 2019 sono stati registrati oltre novanta femminicidi, mediamente una violenza su una donna ogni venti minuti e non esiste parità di trattamento tra uomo e donna nel mondo del lavoro. Stefania Spanò (in arte Anarkikka), illustratrice de L’Espresso e ideatrice della mostra “Non chiamatelo raptus”, ha raccontato che il suo attivismo sul tema cominciò oltre otto anni fa. Il suo intervento si è poi concentrato sulla disparità di genere nell’ambito artistico-musicale e, mentre Alberto Bertoli intonava le note della canzone “Sfiorisci bel fiore” assieme alla piccola Rachele, sono state proiettate le immagini di tutte le vittime italiane di femminicidio di quest’anno. Jessica Sottile, terapista shiatsu, avendo anche lavorato con delle donne maltrattate, ha quindi suggerito delle tecniche fisiche di difesa. Pierluigi Maruca ha infine ricordato le innovazioni dell’ultima legge sul tema del dibattito in corso approvata in Parlamento lo scorso giugno dal titolo “Codice Rosso”. Diversi gli interventi dal pubblico, tra i quali ricordiamo la testimonianza di Vania Cuppari, dell’Associazione Errante, che ha parlato delle le sue esperienze.

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Donne e lavoro, violenza e discriminazione di genere sono i temi della mostra “Non chiamatelo raptus”, curata da Anarkikka e presentata in Quartiere dall’Associazione Parco Certosa. Le trenta tavole della mostra sono state illustrate dall’autrice Anarkikka alla fine del dibattito. Le tavole della mostra sono rimaste esposte dal 24 al 30 novembre di fronte all’uscita della Coop, presso il centro commerciale Metropoli, e dal 1° dicembre presso la sede dell’Associazione Errante (in piazzetta Capuana). Alcune foto della mostra sono disponibili sul sito www.parcocertosa.it

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