Intervento di recupero di Villa Caimi

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Fotografia dall’Archivio Fondazione Perini

“La villa è stata costruita nel ‘700, come casa di
campagna della famiglia Caimi. Il complesso
originario comprendeva, oltre alla casa padronale,
una cascina con corte e parco; al cortile si
accedeva per un viale alberato e un arco
d’ingresso, fiancheggiato dalle costruzioni
destinate a stalle e fienili. Il parco di Villa Caimi
confinava con quello di Villa Scheibler. Anche il
destino delle due ville fu, in un certo senso,
collegato. Nel 1921 il conte Scheibler, pieno di
debiti, dovette vendere tutte le sue proprietà alla
Società Quartieri di Vialba. Il consigliere delegato
di questa società, il ragionier Cesare Finoli ne
divenne il proprietario. Negli anni ’30 ospitò un
orfanotrofio femminile, affidato alle Suore del
Preziosissimo Sangue. Durante la seconda guerra
mondiale la villa accolse molti cittadini sfollati. Nel
1948 gli ex onorevoli Giuseppe Lazzati e Giuseppe
Dossetti ne fecero una sorta di eremo per il loro
gruppo di laici consacrati, i Milites Christi, di cui
faceva parte anche il fratello dei proprietari della
villa, Guido Finoli. Dopo il ritiro di Dossetti dalla
politica, nel 1956 la villa divenne un pensionato
ACLI per i lavoratori che venivano da fuori Milano;
anche l’Opera Bonomelli, che la gestì in seguito, la
utilizzò per ospitare circa 150 italiani provenienti
dal Veneto e dal Sud Italia. Nel 1963 il pensionato
fu chiuso, e da quel momento iniziò il degrado
della villa. Nell’83 i Finoli vendettero il complesso
alla società Parco del Vivaio…”

Notizie Storiche tratte da: Antonio Iosa, “La narrazione
alternativa della Città”, ed. Circolo Perini, Milano 1997

Il Comune ha individuato ora una quota di
investimento pari a circa 1 milione 700 mila euro
che, unita a contributi privati, potrà consentire il
recupero di questo luogo. Nel progetto, il recupero
della Villa potrebbe essere finalizzato per offrire
ospitalità a studenti, avviare esperienze di cohousing,
di artigianato e piccolo commercio, oltre
che dare spazio ad attività culturali e servizi. Si
completerebbe così l’intervento di recupero
dell’area del Parco Lessona – iniziato ormai tanti
anni fa – valorizzando così tutta la zona!

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